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Mondolfo

Nome antico: Castrum Montis Offi

Patrono: Santa Giustina - 26 settembre Patrona della Città e del Comune

Altezza: 144 m.s.l.m.

Città fortificata sul mare, racchiusa da una duplice cortina muraria, a guardia della costa adriatica e della foce del Cesano, Mondolfo conosce l'incastellamento attorno all'anno Mille. Legato in origine alla dinastia dei figli di Offo - da cui il nome Mondolfo - chiuso il periodo di una signoria autoctona con la morte di Rainaldo da Mondolfo il Castello, dopo la dominazione malatestiana ed un periodo di soggezione diretta alla Chiesa, entra nei possedimenti dei Della Rovere. Importante Città del Ducato d'Urbino, conosce in quegli anni grande prosperità e benessere, con la costruzione di nobili palazzi e chiese ricche di arte, storia e fede. Senz'altro da menzionare il grandioso Complesso conventuale di S.Agostino, con lo scrigno d'arte dato dalla cinquecentesca Chiesa monumentale. Residenza estiva dei duchi, l'architetto Francesco di Giorgio Martini (1439-1502) vi edifica a Mondolfo, a rinforzo del Castello, una poderosa rocca (poi vandalicamente demolita dal sabaudo Regno d'Italia), possente macchina da guerra ed al contempo elegante abitazione per il signore. Dal 1631 tornata alla Chiesa, Mondolfo godette nello Stato Pontificio di un lungo periodo di pace potendo sviluppare le proprie arti. Soprattutto grazie alla costruzione della linea ferroviaria sul vicino litorale, voluta da Papa Pio IX nel 1846 e fortemente caldeggiata dal Comune, la località di Marotta poté conoscere un consistente sviluppo così da divenire l'odierna nota località di villeggiatura balneare.

Il territorio
Il paese di Mondolfo si trova sulle colline tra le valli del Metauro e del Cesano, a 4 km dal mare. Il Fiume Cesano segna per lunga parte il confine tra la Provincia di Pesaro e Urbino e quella di Ancona. Nasce dal Monte Catria ed ha come affluenti principali il Cinisco, che ha origine anch'esso dal Gruppo del Catria, e il Torrente Nevola. Sfocia in Adriatico nei pressi di Marotta. Lungo il suo corso cresce un bosco ripariale igrofilo, con pioppete e saliceti. Le siepi più antiche e fitte sono composte da querce, olmi campestri, biancospini, rose canine e prugnoli. La Roverella è la quercia tipica della campagna: grandi esemplari si trovano ancora sparsi nel territorio. Alta sino a 25 m, presenta foglie pelose inferiormente e frutti (ghiande) un tempo usati per alimentare i maiali e in periodi di carestia per fare il pane.
L' Olmo campestre (Ulmus minor) è presente sia allo stato arboreo che arbustivo nelle siepi. Tipici i suoi frutti leggeri e membranosi, che si formano e cadono ancor prima dello spuntare delle foglie. Il panorama verso Ovest e Sud-Ovest permette di scorgere, oltre alla zona collinare del basso e medio subappennino, anche i monti che rinserrano la Gola del Furlo. Dal 2001 questo territorio è compreso nella Riserva Naturale Statale "Gola del Furlo". Di grande interesse sono gli aspetti paesaggistici, la flora delle pareti rocciose e varie specie di animali rari o poco diffusi quali l'Aquila reale, il Pellegrino, il Rondone maggiore, la Rondine montana, il Lupo e il serpente Cervone. Ancora più lontani, se la giornata è limpida, spiccano i Monti del Gruppo del Catria. Con i suoi 1701 m il Monte Catria, il "gibbo" di dantesca memoria, rappresenta la montagna più alta della Provincia di Pesaro e Urbino. Il Catria possiede una grande importanza paesaggistica e naturalistica: comprende pareti rocciose dirupate, gole, prati sassosi, pascoli, boschi, arbusteti e ruscelli.

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